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«Basta prodotti strutturati»

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Sabato 04 Agosto 2012

«L'Enpam intende proseguire su questa tendenza, non comprando più titoli strutturati e portando i rimanenti a scadenza naturale nel corso dei prossimi anni e, ove conveniente caso per caso, anticipandone la vendita». Nero su bianco a pagina 18 nel bilancio consuntivo 2011 della cassa previdenziale di medici e dentisti, la più grande di tutte (12,1 miliardi il portafoglio investito). Dichiarazione impegnativa. Che si riflette nella pulizia di bilancio realizzata non solo da Enpam, ma da una buona fetta dei 20 enti pensionisitici italiani.
La cinquina
Qui ci occupiamo soltanto delle cinque casse che gravitano nel settore sanità: Enpam appunto, Enpav (veterinari), Enpapi (infermieri), Enpap (psicologi), Enpaf (farmacisti). Un milione di persone, tra iscritti e pensionati, per un portafoglio investito complessivo di circa 15 miliardi di euro. Numeri importanti che in passato, fatta qualche eccezione, erano ingessati in prodotti strutturati venduti da banche straniere: i danni provocati, in qualche caso, sono ancora lì nei conti. Le ristrutturazioni sono costate sia in termini di spese (per consulenze) che di rendimenti.
Il peso del debito sovrano
Poi c'è la sfortuna. Perché alcuni enti avevano, in modo cauto, spostato parte degli investimenti sui titoli di Stato, ma la bufera spread di alcuni debiti governativi li ha di nuovo penalizzati. Dal 2007 (vedi anche la copertina di questo numero di Plus24) le brutte notizie non sono dunque mancate. Anche i lati positivi sono però da evidenziare: i bilanci delle cinque casse monitorate sono ora molto più chiari, pieni di informazioni per gli iscritti. Inoltre Enpam, che ha cambiato vertici istituzionali (Alberto Oliveti presidente al posto di Eolo Parodi) e operativi (Ernesto Del Sordo direttore generale al posto di Alberto Volponi), ha deciso di valorizzare mark to market (in funzione dei prezzi correnti di mercato, Ndr) le proprie attività finanziarie. Il rendimento contabile netto complessivo del portafoglio investito Enpam è stato, l'anno scorso, di 1,47% contro un -2,3% (mark to market) se le attività fossero state vendute in blocco il 31 dicembre 2011.
Rendimenti e costi operativi
I medici hanno registrato anche un lieve calo dei costi operativi (l'analisi esclude le spese per il personale) pari allo 0,84%. Da segnalare però i 4,32 milioni di euro di compensi per gli organi sociali; all'opposto vi sono i farmacisti che versano ai propri vertici solo 266mila euro. Sul versante costi operativi, gli infermieri sono a quota 3,65 milioni con un incremento del 42% circa; per la stessa voce in crescita anche gli psicologi (+29,9%).
Sul fronte rendimenti, sempre gli infermieri registrano un +1,95% netto «superiore al tasso di rivalutazione dei montanti pari all'1,62%», si legge nella relazione al bilancio: per Enpapi tale percentuale è calcolata sul capitale medio investito. Gli psicologi segnano un +2,33%: anche qui il rendimento è calcolato sul capitale medio investito a valori contabili. Comunque le cinque casse "sanitarie" hanno registrato in media rendimenti superiori o in linea con i parametri di riferimento (montanti di rivalutazione).
Veterinari e farmacisti
I veterinari, in particolare, hanno evidenziato un rendimento netto del 2%: da segnalare che la voce proventi e interessi finanziari presenta un incremento di 8,9 milioni di euro determinata in particolare da un «dividendo di 6 milioni di euro che la Immobiliare Podere Fiume ha deliberato di distribuire al socio unico Enpav». Sempre Enpav ha in bilancio una minusvalenza relativa al bond Sga Yes Financial scaduto il 16 agosto 2011: valore di bilancio 8 milioni di euro, quello di mercato era 3,44 milioni con una perdita dunque di 4,56 milioni. Infine i farmacisti: hanno realizzato un rendimento netto sul portafoglio mobiliare del 2,15% e 4,39% su quello immobiliare.

Maria Adelaide Marchesoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 04 Agosto 2012
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